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Visualizzazione post con etichetta fare la cosa giusta. Mostra tutti i post
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18 ottobre 2014

Diamo una seconda vita a...

Credo che le immagini siano esaustive e non ci sia necessità di troppe spiegazioni.

Prendete delle lattine usate,
Un foglio di carta (se usato è meglio)
Un pennarello
Nastro adesivo
Un vecchio secchio (in questo caso di vernice)

È impressionante come con pochi elementi si possa creare qualcosa di utile alla comunità, e che nel contempo sensibilizzi la gente a fare la cosa giusta.

16 ottobre 2014

Il primo compost non si scorda mai

Raspare sul fondo, 
Trovare il compost pronto,
Riuscire a riempire un secchiello,
Travasare le piante,
Usare il primo compost.

Sensazioni: tantissime e positive. 

Relax,
Orgoglio,
Soddisfazione,
Esplosione di ottimismo contagioso (spero)

14 ottobre 2013

Compost, che passione!

Nei post precedenti vi avevo detto che mi ero lanciata in questa nuova avventura.
Prima di ottenere un risultato avrò ancora tanto tempo davanti a me, nel mentre però sto imparando ad ASPETTARE. 
Aspettare non é semplice, siamo circondati da un mondo che ci spinge ad avere tutto subito, dove l'attesa è vista come lato negativo.

Oggi vi voglio illustrare quello che potrebbe capitare nella vostra compostiera. Chissà che a qualcuno non venga voglia di misurarsi in questa avventura divertente, giusta ed ecologica.






22 gennaio 2013

Affrontare le cose nel modo giusto

 

Ricevere una brutta notizia lavorativa, non è piacevole.

Ricevere una brutta notizia lavorativa collettiva non è per niente piacevole.

Dopo queste notizie è ovvio che ognuno affronti la questione in modo personale, facendo i conti con i propri dubbi e le proprie paure, come è altrettanto normale che venga affrontata in gruppo, discutendo, supponendo, pensando, inventando, criticando…

Si può decidere di affrontare il tutto con un sorriso, con un pianto, buttandosi a capofitto sul lavoro o incrociando le braccia in segno di protesta. In queste circostanze non è pensabile stabilire quale sia la reazione giusta e quale sia quella sbagliata, ci sono troppi fattori che possono entrare in gioco.

Una “reazione” da premiare, sicuramente fuori dal coro e piena di ottimismo e affetto, è stata quella di una di queste lavoratrici, che, il weekend dopo la “notizia”, ha pensato ai suoi colleghi e il lunedì successivo, si è presentata a lavoro con l’intento di preparare una merenda indimenticabile.

Con questo piccolo gesto sicuramente ha riempito i cuori (e la pance!)

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Che dire: "grazie!"

19 gennaio 2013

Oggi diamo una seconda vita a...

 

Seconda tappa della nuova rubrica “diamo una seconda vita a…”

Sono orgogliosa di presentarvi un lavoro fatto da un altro blogger, fuori dal solco, che dopo aver visto l’idea del mio primo post ha deciso di inviarmi il risultato della sua opera, ottenuta dando una seconda vita a vari elementi.

Prima: fasciatoio per bambini, passeggino e alcuni pezzi di legno avanzati da lavori precedenti.

Dopo: comodo carellino porta vivande, utilizzabile sia all’esterno che all’interno

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Dettaglio delle ruote.

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Dettaglio della maniglia ottenuta con il recupero di legno.

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Complimenti all’autore per l’esempio virtuoso di riciclo.

Se volete vedere un altro esempio di “dare una seconda vita a…”,  andate a vedere questo post.

A presto,

Mondo altra prospettiva

7 novembre 2012

Oggi diamo una seconda vita a...

 

Eccomi dopo un pochino di silenzio. Oggi inauguro la mia nuova rubrica: "diamo una seconda vita a..."
In un post precedente avevo condiviso con voi il mio disappunto su quanta spazzatura produciamo e mi ero prefissa di trovare qualcosa da fare nel mio piccolo.  Da qui nasce l'idea di questa rubrica. Provare a creare qualcosa usando materiale di recupero,  creatività e soprattutto tanto divertimento.
Vorrei trasmettere il messaggio di analizzare un oggetto prima di buttarlo,  chissà magari gli si può dare una seconda vita.

Ed ecco a voi il primo recupero.
Prima ombrello distrutto
Ora borsa per fare la spesa impermeabile, leggera e poco ingombrante.

Nel caso voleste provare contattatemi pure.
A presto

Dimenticavo, anche il manico é stato recuperato, come supporto per dei tubi

 

Fase 1: l’ex ombrello

Fase due: ho scucito la parte di stoffa e l’ho lavata

 
Fase 3: Progetto della borsa
 
Fase 4: Borsa finita


13 settembre 2012

Un pensiero che mi turba


Scatolame inutile

Sono settimane che ho un pensiero che mi turba.
Non so se mi sconvolge di più il pensiero in se, o il fatto che solo ora mi sono accorta e turbata di ciò finendo così in quella categoria tanto criticata da me: “parlano bene ma razzolano male”
Tutto è iniziato il giorno che ho scattato questa foto.
All’apparenza è una normale scatola di dolcetti, molto bella esteticamente e dal look molto accattivante pronta ad invogliare anche i “palati” meno golosi.
Se invece la si guarda da un’altra prospettiva, quella scatola non è bella, e non è accattivante per niente. Pensate, 80 grammi di prodotto richiedono 100 grammi di imballo la cui maggioranza è plastica o miscela di materiali nemmeno riciclabili! Dovrebbe essere naturale inorridire davanti ad una cosa del genere, dovrebbe venire istintivo non comprarla e lasciarla sugli scaffali dei negozi, ed invece no: è normale comprarla, aprirla, godere 3 minuti ma aver prodotto tanto scarto!

Questa vicenda mi ha fatto ricordare un articolo che avevo letto di una giornalista inglese della BBC, che aveva tentato per un mese di vivere senza produrre rifiuti plastici. Purtroppo non ci è riuscita, ha ottenuto una riduzione dell’80% ma non il tanto atteso 100%. (qui trovate articolo e blog). Guardiamo il lato positivo, se ognuno di noi riducesse dell’80% la quantità di plastica sarebbe già un risultato stupendo, ma quello che mi preoccupa è come ottenere il 100%

Io non ho risposte, sto cercando la mia strada, il mio modo di vivere per fare meno danni. La faccenda è complicata, ci vogliono tempo, forze ed energie. Non si tratta solo della plastica, o degli imballaggi, il discorso è molto più ampio: pensate ai prodotti per la pulizia della casa, dell’igiene, i prodotti per la bellezza, etc…. tutti questi possono contenere sostante nocive, quindi il vero nemico non è solo la plastica, ma l’uso eccessivo di “cose” non sempre essenziali che recano danno a noi e alla natura.

Che dirvi, iniziate a ragionare quando andate a fare la spesa, abbandonate la pigrizia e pensate e documentatevi. Tra due prodotti cercate sempre quello che vi pare sia più giusto, sia con voi, con la natura e con il portafoglio. (Da non dimenticare anche il giusto legato all’etica, cioè cercare di comprare prodotti dove la mano d’opera non viene sfruttata, ma questo tema meriterebbe un post tutto suo)

Io continuo con la mia ricerca, mi documento sul web e faccio le mie scelte. Spero di potere condividere con voi qualche buon risultato.

15 dicembre 2011

Riciclo, creatività, abbellire

 

Quando la voglia di riciclo si lega ad una bella dose di creatività, ed il tutto si mischia con una voglia di abbellire, i risultati sono sempre fantastici

Ingredienti:

- un bancale
- chiodi avanzati da montaggi Ikea
- Pirografo
- Disegnatore
- Creatività
- Manualità

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14 novembre 2011

Bottino Magro


Nel bosco non si raccolgono solo i funghi e le castagne, ma purtroppo anche tanta spazzatura.

Questo é il nostro raccolto ottenuto dopo solo un'ora di camminata.
Non siamo partiti di casa con l'intento di ripulire il bosco, altrimenti ci saremmo portati almeno un sacco e un guanto. Ma quando qualcosa rovina il paesaggio idilliaco, sia esteticamente che ecologicamente, è giusto toglierlo.

Se ognuno di noi, andando a fare due passi, quando si imbatte in spazzatura non collocata al posto giusto la raccoglie per buttarla negli appositi contenitori, i boschi sarebbero più puliti.

Questo é il mio nuovo punto dell'elenco "fare la cosa giusta" e spero che lo diventi anche per te che leggi.

Inutile sottolinearne che il bosco è sporco per colpa di persone incivili, e che sicuramente queste persone non si fermeranno mai a leggere un blog come questo.
La cosa giusta sarebbe trovare un modo per bloccare questa inciviltà, ma per ora non ho trovato ancora una soluzione a questo grande problema. Nel mio piccolo, da piccola formichina, ripulisco quello che riesco.


22 ottobre 2011

Un nuovo modo per lavare i piatti

 

E’ arrivata la stagione ideale per accendere la stufa a legna la sera.

Mi piace un sacco la stufa a legna. Mi piace gustare il tepore vicino la stufa, farmi irradiare dal calore che pian piano distende tutte le tensioni dei muscoli e permette di rilassarmi. Ho imparato a cucinare su di essa, le pietanze hanno un gusto diverso, non so spiegare in cosa, ma vi posso assicurare che i piatti cucinati usando la stufa a legna hanno un sapore diverso.

Oltre al piacere fisico che la stufa può offrirvi, esiste anche il piacere ecologico ed economico, ad esempio  prima di lavare i piatti scaldo l’acqua in una pentola. Quando è bella calda la verso nella bacinella e lascio i piatti in ammollo per un pochino in modo che il caldo dell’acqua faccia già la sua parte e a me resti meno fatica. Lavare le stoviglie diventerà molto più facile ed ecologico.

I miei sono solo piccoli accorgimenti per sfruttare al meglio le energie. Se ognuno di noi facesse del suo meglio, anche se in piccoli gesti, si risparmierebbero un sacco di energie e di soldi.

Dimenticavo un altro consiglio importante, non buttate giù per il lavandino l’acqua usata per cuocere la pasta, mettetela nella bacinella usata per lavare i piatti, e scoprirete che grazie al suo potere sgrassante, vi ritroverete ad usare meno detersivo.

Se volete altri consigli su come non sprecare l’acqua guardate qui.

 

21 ottobre 2011

Io differenzio, tu????

 

Questa foto è stata scattata a Bra in occasione della fiera del formaggio. Bra è una città slow, è la città in cui Pedrini ha concepito la sua idea di “slow food”.

Dedicherò in futuro un post a Bra, allo slow food e alla fiera del formaggio. Ho passato proprio una bella giornata passeggiando per Bra.

Io differenzio!
Lo faccio anche se certa gente prova a scoraggiarmi dicendomi che è una cosa inutile, in quanto tutta la spazzatura alla fine viene messa insieme. Io non ci credo, e non ci voglio credere. Non voglio che la mia pigrizia faccia si che io dia retta a questo modo di pensare. Non bisogna trovare alibi se non si ha il coraggio o la voglia di differenziare.

All’inizio può sembrare difficile fare la raccolta differenziata, tutti quei sacchetti diversi in casa e i bidoni mai troppo vicini. Ma bisogna essere onesti con noi stessi, spesso ci troviamo ad usare la macchina per mille motivi, anche futili, e ci scandalizziamo se per buttare la spazzatura differenziata abbiamo bisogno di essa. Lo ammetto, spesso i comuni non incentivano la questione, mettendo quei pochi bidoni lontani e dislocati in modo strano.
Un pochino di nervoso viene anche a me quando per trovare un raccoglitore di lattine devo far un chilometro in più rispetto agli altri bidoni, o quando vetro e plastica sono su un marciapiede e la carta è sull’altro a 100 metri di distanza.
Ma se una cosa è giusta la si fa.
Se si è giovani e non si hanno problemi motori non sono quei 100 metri che possono distruggerci fisicamente.

Tornando da lavoro mi capita spesso di vedere gente che con il proprio sacchetto esce di casa per andare a buttare la spazzatura differenziata.

E allora mi  viene in mente un modo per promuovere la raccolta: bisogna considerare questo momento come un rito di fine giornata che permette di fare una passeggiata piacevole per le proprie vie, come per chi porta il cane fuori.

Quindi non fatevi fermare dalla prima difficoltà e differenziate.
Se potete, quando acquistate, cercate la confezione con meno ingombro e in caso di dubbio scegliete anche in base al materiale più naturale.
Informatevi bene dal vostro comune cosa differenzia e in quale bidone lo potete buttare.
Differenziare è un dovere civile, come lo è non sprecare.

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3 ottobre 2011

Fate la cosa giusta

Navigando ho trovato questa iniziativa e la trovo fantastica. Spero non sia uno specchietto per le allodole.

Aderendo a questa iniziativa, verrà piantato un albero che pareggerà le emissioni del mio blog. Ebbene si, anche un blog produce inquinamento, aderendo il mio inquinamento dovrebbe essere pareggiato.

 

Che dire, aderite numerosi!

Di seguito vi riporto il messaggio del promotore dell’iniziativa

Dovete sapere che un blog, o un sito internet, produce ogni anno non meno di 3,6 kg di CO2. La nostra volontà è quella di mettere al servizio dei blogger uno strumento che permetta loro di compensare l’inquinamento prodotto durante la loro attività lavorativa, in maniera totalmente gratuita!
Il progetto, sviluppato in associazione con iplantatree.org, prevede che per ogni blogger aderente all’iniziativa venga piantato un albero in zone sotto processo di riforestazione. In questo momento l’area interessata è situata in Germania, dove è prevista la piantagione di 27.000 alberi.
Dovete sapere che ogni albero riesce ad assimilare dai 5 ai 10 kg di anidride carbonica ogni anno. Considerando che la vita media di un albero è di 50 anni, possiamo augurare una lunga ed ecologica vita a tutti i blog aderenti!
Doveconviene.it raccoglie e digitalizza i volantini promozionali di molte catene commerciali ( Unieuro, Leroy Merlin, Ikea solo per citarne alcune), permettendo all’utente di avere tutte le informazioni sempre e ovunque a disposizione; se ad esempio volete conoscete gli orari Mediaworld basta accedere al sito per avere tutte le informazioni cercate.
Ecco alcuni esempi delle catene presenti :
http://www.doveconviene.it/volantino/trony - Volantino Trony
http://www.doveconviene.it/volantino/lidl - Offerte Lidl
http://www.doveconviene.it/volantino/eldo - Volantino Eldo
http://www.doveconviene.it/volantino/leroy-merlin - Volantino Leroy Merlin
Il serivizio di Doveconviene.it non si esaurisce qui, infatti potete utilizzare la pratica applicazione per smartphone ed avere accesso a tutte le informazioni utili, nonché sfogliare gli stessi volantini anche in mobilità.
Doveconviene.it, è amico dell’ambiente perché scoraggia l’utilizzo e lo spreco di carta ed aiuta il blogger più sensibili a contribuire alla tutela dell’ambiente.
Per maggiori dettagli sui progetti di riforestazione visita
http://www.iplantatree.org/project/7

27 settembre 2011

La dura vita del pendolare


Sono diventata da poco una donna pendolare, da quando mi sono trasferita in campagna.
In tutta la mia vita scolastica non ho mai preso un mezzo pubblico per andare a scuola, ho sempre avuto la fortuna di poterci andare a piedi.
Vi parlo da pendolare novella, non ancora immune al nervoso per treni soppressi o in ritardo.

Prendere il treno e lasciare la macchina a casa, metterci un'ora e mezza invece di mezz'ora, non é pazzia ma è una scelta consapevole.

Quando tutto fila liscio, treni e ritardi permettendo, il viaggio in treno é anche un piacere. Non ho mai letto tanto come in questo periodo, ho un ritaglio di tempo tutto per me in cui posso meditare, rilassarmi e lasciarmi il lavoro alle spalle.

Ma voglio essere onesta, perché delle volte é anche fatica! Però ho fatto la mia scelta di essere slow e di inquinare il meno possibile ed il treno rispetta entrambe le mie scelte.

A presto.


25 settembre 2011

Slow

 
Bisogna tornare ai ritmi della natura, stare a sentire il proprio corpo, imparare a rallentare.
Slow non vuol dire non fare, vuol dire fare consapevolmente qualsiasi cosa nel rispetto nostro, degli altri e dell' ambiente.

La frenesia fa male a noi e a chi ci circonda e ci ama, logora i rapporti, non porta mai a niente di positivo.

Ci vuole tempo ad imparare ad essere slow, io ci sto ancora provando, ma non mi arrendo, credo che anche il cambiamento debba essere graduale, e lo propongo volentieri a più persone possibili.
Il mondo si cambia con piccoli gesti, ed ecco due mie piccole sfide:
diventare slow e convincere più persone a tale cambiamento. Spero di contagiarvi con il mio ottimismo ed i buoni propositi che pian piano vi e mi proporrò