Voi leggereste il giornale tranquilli su questo terrazzo?
Dalla foto non si capisce molto lo strapiombo!!!! Vi assicuro che è inquietante! Da paura!
Voi leggereste il giornale tranquilli su questo terrazzo?
Dalla foto non si capisce molto lo strapiombo!!!! Vi assicuro che è inquietante! Da paura!
Le mei aspettative sulla “fiera del formaggio” erano molto inferiori rispetto a quello che poi mi sono trovata davanti una volta arrivata a Bra.
Ho avuto varie interessanti sorprese, prima di tutto la stessa Bra. Raccolta, ordinata pulita e piacevole, luogo ideale per camminare tra le vie degustando la molteplicità dei formaggi che venivano proposti. L’organizzazione della fiera merita un bel dieci, soprattutto per la quantità e qualità dei diversi prodotti proposti e assaggi offerti, senza la necessità di pagare un biglietto.
La moltitudine di stand pubblicitari che promuovevano solo prodotti o servizi ecologici e/o ecosostenibili sono stati il mio passatempo preferito. Scoprire che esistono plastiche biodegradabili in grado di sostituire in modo ottimale le plastiche sintetiche, non solo per i classici sacchetti, ma anche per tutti quegli utilizzi in cui si ha la necessità di usare plastiche dure, pannolini, assorbenti e molto altro ancora. Gli stand gastronomici erogavano cibi e bevande solo in piatti e bicchieri in materiali biodegradabili il cui aspetto era identico ai rivali in plastica.
Camminando per Bra, durante la fiera del formaggio organizzata da “slow food” l’ottimismo non poteva che crescere in me, in quanto diventa sempre più ovvio che “se si vuole ci si riesce a vivere in un mondo migliore”, e cosa più importante è una delle poche volte che ho avuto la consapevolezza di non essere da sola a voler cambiare il mondo con la lentezza.
Come si sarà già capito, l’evento era organizzato dall’associazione “Slow food”, in uno degli stand dell’associazione mi sono soffermata a leggere in un volantino la sua filosofia , qui di seguito vi riporto qualche estrapolato, per una lettura completo vi rimando al sito dell’associazione:
“…La filosofia di Slow Food parte dalla riscoperta del piacere attraverso la cultura materiale. Il piacere è quello alimentare, dotto, sensibile, condiviso e responsabile.
Per avvicinarsi a questa conquista, che deve essere di tutti, bisogna innanzi tutto riflettere sulla lentezza, recuperare ritmi esistenziali compatibili con una qualità della vita che deve essere totale.
Non è eresia lavorare perché anche i più poveri ne possano godere.
Dire piacere alimentare significa ricercare le produzioni lente, ricche di tradizione e in armonia con gli ecosistemi; significa difendere i saperi lenti, che scompaiono insieme alle culture del cibo; significa lavorare per la sostenibilità delle produzioni alimentari e quindi per la salute della Terra e la felicità delle persone…”
Vi saluto proponendovi qualche piccolo scorcio di Bra.
Uno dei miei tanti sogni è quello di fare un viaggio a tappe in bici, dormire ogni giorno in un posto diverso e spostarmi solamente con il mezzo a due ruote.
La bicicletta insegna.
Insegna che per arrivare alla meta ci vuole fatica, che non si sprecano energie inutilmente.
La bicicletta aiuta.
Aiuta a definire i luoghi, quando ci si sposta verso una meta, non si è catapultati direttamente verso l’obiettivo, ma pedalando ci si arriva gradualmente, percependo il paesaggio che cambia pian piano.E’ anche grazie a questo cambiamento che riusciamo a definire meglio un luogo, conoscendo quello che lo circonda, il bello ed il brutto, la vita nel quotidiano… e tanto altro ancora
Quando si è in bici si ha la sensazione di tornare bambini, di assaporare quella sensazione di libertà che si acquisiva quando si iniziava a pedalare, con in venticello sulla faccia.
Ed ecco un piccolo resoconto di una prova generale di vacanza in bici. Per prima cosa vorrei dire che in tutte queste mie avventure non sono mai sola, ma ho al fianco un paziente fidanzato che tollera anche i miei cambi di umore.
Di solito ci si ricorda solo delle cose belle, ma vorrei avvisare, chi come me sta provando a diventare slow, che non è sempre una passeggiata!! Dopo due giorni di pedalata il collo bruciava dal dolore e non vi dico la fatica a stare seduta!!
La meta scelta è stata la ciclabile del Ticino, non siamo partiti da Pavia, ma da 20 km prima, e abbiamo fatto tutta statale fino ad arrivare al ponte che caratterizza questa bellissima città. Sulla nostra strada abbiamo incrociato altri ciclisti, ma non quelli che usano la bici per passione, ma chi lo usa veramente come mezza di trasporto.
| Scarpe da camminata |