Uno dei miei tanti sogni è quello di fare un viaggio a tappe in bici, dormire ogni giorno in un posto diverso e spostarmi solamente con il mezzo a due ruote.
La bicicletta insegna.
Insegna che per arrivare alla meta ci vuole fatica, che non si sprecano energie inutilmente.
La bicicletta aiuta.
Aiuta a definire i luoghi, quando ci si sposta verso una meta, non si è catapultati direttamente verso l’obiettivo, ma pedalando ci si arriva gradualmente, percependo il paesaggio che cambia pian piano.E’ anche grazie a questo cambiamento che riusciamo a definire meglio un luogo, conoscendo quello che lo circonda, il bello ed il brutto, la vita nel quotidiano… e tanto altro ancora
Quando si è in bici si ha la sensazione di tornare bambini, di assaporare quella sensazione di libertà che si acquisiva quando si iniziava a pedalare, con in venticello sulla faccia.
Ed ecco un piccolo resoconto di una prova generale di vacanza in bici. Per prima cosa vorrei dire che in tutte queste mie avventure non sono mai sola, ma ho al fianco un paziente fidanzato che tollera anche i miei cambi di umore.
Di solito ci si ricorda solo delle cose belle, ma vorrei avvisare, chi come me sta provando a diventare slow, che non è sempre una passeggiata!! Dopo due giorni di pedalata il collo bruciava dal dolore e non vi dico la fatica a stare seduta!!
La meta scelta è stata la ciclabile del Ticino, non siamo partiti da Pavia, ma da 20 km prima, e abbiamo fatto tutta statale fino ad arrivare al ponte che caratterizza questa bellissima città. Sulla nostra strada abbiamo incrociato altri ciclisti, ma non quelli che usano la bici per passione, ma chi lo usa veramente come mezza di trasporto.